Stay safe con ANC, pillola di sicurezza #15:

“Gentile Cliente la informiamo che per motivi di sicurezza la sua carta è stata sospesa. A breve la contatterà un nostro operatore”

Oppure: “La sua APP risulta attiva da un nuovo dispositivo localizzato a Madrid, se non è lei lo blocchi seguendo il seguente link: https//….”

Questi tentativi di truffe on line, nonostante siano molto diffuse e oramai abbastanza conosciute (come quelle legate alla messa in vendita di oggetti, di cui parleremo a breve) continuano purtroppo a mietere ignare vittime tra la popolazione ed in particolare tra i soggetti anziani.

Solitamente a questo SMS segue la chiamata di un sedicente operatore della banca che si “mette a disposizione” della vittima per aiutarlo nella messa in sicurezza del proprio conto, la verifica delle transazioni, lo sblocco delle carte.

Queste persone risultano molto competenti, affabili e credibili ed in pochi minuti di conversazione riescono abilmente ad instaurare un rapporto di fiducia con la vittima, inducendola a compiere operazioni sotto la loro guida.

Vengono solitamente richieste le credenziali di accesso per “poter verificare bonifici sospetti precedentemente bloccati” oppure compiere piccole operazioni finalizzate appunto ad accrescere il livello di fiducia, per poter poi scalare ad operazioni con importi più rilevanti.

Spesso, l’operatore fraudolento, non compie direttamente l’operazione ma chiede al malcapitato di farlo sotto la sua guida esperta e rassicurante. E spesso proprio il fatto di aver operato direttamente sul conto, al momento della constatazione della truffa, inibisce per la vittima la possibilità di ricorrere alla procedura di “disconoscimento” bancario, proprio perché l’operazione alla fine risulta eseguita direttamente dal cliente. Se poi l’operazione assistita avviene da un personal computer, spesso l’operatore conclude l’operazione fraudolenta – che gli ha consentito di sottrarre magari anche ingenti somme di denaro o di eseguire piccoli ma più numerosi micro pagamenti- chiedendo all’ignaro cliente di “lanciare” via software una procedura di bonifica, a futura e maggior tutela della vittima!

Oltre il danno la beffa!

Ma che fare se ci si dovesse trovare in una simile situazione? Se è trascorso pochissimo tempo dal tentativo di truffe, bisogna bloccare immediatamente le proprie carte; se fosse passato più tempo, occorre rivolgersi alla banca per le verifiche del caso e l’avviamento della procedura di disconoscimento delle transazioni e poi denunciare quanto accaduto alle forze dell’ordine.

Non fidiamoci mai di questi SMS, non richiamiamo nessun numero e se siamo chiamati non rispondiamo o abbattiamo la chiamata e non clicchiamo mai su alcun link indicato nel messaggio, non forniamo mai i nostri dati personali e meno che mai i codici di accesso.

L’approccio difensivo prevalente è ciò che si definisce, in scenari industriali più complessi, “zero trust” (nessuna fiducia) ma che si può applicare come mantra anche nel contesto privato. Teniamolo a mente in ogni situazione e ricordiamoci che ci sono per fortuna sempre a vigilare i nostri Carabinieri dei reparti informatici.

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