ANC: pillola di sicurezza # 12. I Carabinieri della stazione di Cordignano, nel trevigiano, hanno identificato e denunciato un abile e spregiudicato truffatore. Attraverso un numero verde, attivato con un normale contratto telefonico, il truffatore ha contattato la sua vittima, presentandosi come addetto dell’ufficio antifrodi dell’Unicredit. In questo modo è riuscito a farsi dire il codice pin della carte di credito della vittima, con cui ha poi effettutato due pagamenti.
È solo l’ultima di una serie di truffe informatiche intentate nei confronti di ignari cittadini, vittime soprattutto della mancanza di informazione e di prevenzione.
Il fenomeno delle truffe online è un fenomeno in crescita e che evolve nel tempo: i cyber criminali utilizzano tecniche sempre più sofisticate per rubare i dati personali dei consumatori, che sono indispensabili per compiere le frodi.
Si tratta come sappiamo di pratiche illegali con le quali i cyber criminali si mettono in contatto con le potenziali vittime con l’obiettivo di sottrarne delle informazioni riservate, come codici di accesso (pin del telefono, credenziali email o codici di accesso al proprio home banking), dati bancari, numeri di carte di credito… per utilizzarli per fini illeciti.
Per riconoscere una truffa online, il suggerimento migliore è non rispondere o cliccare su link in fretta o d’impulso, ma di prendersi del tempo per leggere con attenzione il messaggio, e porsi una serie di domande se si tratta di una telefonata. Le frodi e le truffe online spesso sfruttano il Fattore U (il Fattore Umano), tramite messaggi o email convincenti, per ottenere i dati dall’utente stesso.
Il reato di truffa non è un reato punibile d’ufficio, e affinché venga avviato il procedimento penale, è necessario che la vittima presenti denuncia presso la polizia postale o una qualsiasi Procura della Repubblica o presso le forze dell’Ordine, entro 90 giorni dall’accaduto.
La pena prevista per il truffatore: se sono presenti aggravanti, la pena prevede la reclusione da 1 a 5 anni e il pagamento di una multa.
Per il reato di truffa senza aggravanti invece, è prevista la reclusione da 6 mesi a 3 anni e il pagamento di una multa.
L’Arma dei Carabinieri dispone di personale altamente specializzato e strumenti tecnologici innovativi per l’analisi ed il contrasto proattivo alle truffe informatiche. In caso di necessià chiamiamo il 112 o rivolgiamoci per denunciare alle capillari Stazioni sul territorio.
I Carabinieri sempre con noi!
